Ansia scolastica

"Mamma, papà, ho l'ansia!"

State attraversando un periodo particolarmente difficile con vostro figlio perché ha iniziato a lamentare uno stato di “ansia” correlato alla vita scolastica. 

È terrorizzato all’idea che le verifiche possano andare male e manifesta eccessiva preoccupazione di deludere le aspettative dei suoi cari.

Questo genera in lui uno stato di tensione elevatissimo.

Ha iniziato ad evitare le uscite con i coetanei e spesso lamenta di sentirsi stanco.

Prova una tale sensazione di insicurezza da dover costantemente richiedere la rassicurazione degli adulti di riferimento.

La situazione vi sta sfuggendo di mano

 Avete provato a rassicurarlo, dicendogli che il suo valore non dipende dalla sua prestazione scolastica ma la situazione non è cambiata.

Succede sempre più frequentemente che lamenti assenza di appetito, irritabilità, fatica a dormire.

E’ arrivato a manifestare disagio fisico per poter stare a casa o, al contrario, tende a isolarsi con l’unico obiettivo di studiare per essere certo di evitare un fallimento, ma questo lo porta a sentirsi sempre nervoso.

Le uscite con i coetanei sono rare e sembra non provare alcun piacere per altre attività, come una sorta di apatia. 

In casa la situazione è diventata faticosa da sostenere, c’è sempre un alto livello di stress e tensione.

 

Una soluzione è possibile.

L’ansia è un segnale che la nostra mente ci manda quando la pentola a pressione è troppo piena e il rischio è che esploda.

Le aspettative esterne e la costante importanza relegata alla performance portano sempre di più i giovani a sentire l’esigenza di “fare bene” dimenticandosi di “stare bene”.

 Aiutarlo è possibile attraverso un percorso di supporto psicologico dove avrà la possibilità di parlare delle sue preoccupazioni, dargli un significato, contenere l’angoscia che queste gli causano e rifocalizzare l’attenzione sui suoi bisogni.

Si può tornare a stare bene

Spostare lo sguardo dal “fare” all’ “essere”, dalla performance all’interiorità, potrebbe essere la soluzione.

In seduta troverà un luogo dove parlare delle sue preoccupazioni, dei suoi affetti e di ciò che prova realmente. Questo lo aiuterà a riscoprire che il suo valore non dipende da “quanto sarà bravo” perché il suo valore è intrinseco alla sua esistenza. 

Immagina ora qualcosa di diverso...

Immaginate che vostro figlio torni ad avere fiducia in sé e nelle sue capacità, non in vista dell’evitare il fallimento ma in modo da poter contare sulle proprie risorse ed essere in grado di affrontare le sfide che giornalmente gli si porranno davanti.

Immaginate che vostro figlio ritorni a sentirsi pieno di energie, motivato ad andare a scuola ma soprattutto che riscopra una profonda sicurezza nella sua capacità di affrontare anche le situazioni che più lo spaventano

Non aspettare oltre, cogli l'attimo

E’ importante aiutare vostro figlio il prima possibile: un segnale di fatica come l’ansia scolastica può passare, ma se non viene attribuito il giusto significato a ciò che la genera, questo prima o poi ritornerà.