Essere bambini non sempre è facile

 

Il tuo bambino sta attraversando un momento faticoso. Te ne sei accorto perché è più irrequieto e mette in atto comportamenti difficili da gestire, che prima non erano presenti.

Quando lo porti a scuola piange inconsolabilmente, a volte diventa aggressivo con i compagni, le insegnanti riferiscono che fa più fatica a stare attento in classe. Anche a casa è più irritabile del solito, si rifiuta di fare i compiti, non vuole dormire nella sua camera. 

Se questi segnali durano da tempo il tuo bambino ti sta comunicando che c’è qualcosa che non va.

 Anche i bambini a volte stanno male. Le emozioni, soprattutto quelle perturbanti, come la rabbia, il senso di colpa, la tristezza, li travolgono come dei treni in corsa. Fanno fatica a tenerle nella loro mente e spesso, per manifestare il loro disagio, le “agiscono” attraverso i comportamenti.

Dietro ad un segnale di fatica si possono celare le preoccupazioni più svariate: la paura di separarsi dai genitori, il timore che un fratellino possa occupare tutta la mente della mamma e del papà.

 

Si crede di non poter tornare a guardare a colori

Spesso non si è in grado di dare una spiegazione a quello che sta succedendo.

Il bambino raggiunge stati di agitazione molto alti, quasi incontenibili. Quando piange consolarlo diventa impossibile. La promessa di portarlo a fare qualcosa che gli piace non funziona a placare la sua angoscia.

L’agitazione del bambino raggiunge un livello insostenibile per il genitore, che, carico di preoccupazioni, non riesce a contenere quelle del figlio.

Si ricercano le cause dove in realtà non ci sono, si inizia a pensare agli scenari peggiori “e se mio figlio avesse..?” “ e se mio figlio fosse..?”.

Si viene assaliti quindi da un senso di impotenza, ci si sente incapaci e spesso l’adulto prova rabbia perché non comprendere qual è il reale problema può essere frustrante.

Sembra che si sia creato un cortocircuito e non si capisce qual è il pulsante per ristabilire l’equilibrio.

Una soluzione è possibile.

Lavorare con me significa scegliere per vostro figlio uno spazio che avrà la funzione di contenere le sue emozioni più faticose, elaborarle, comprenderle e restituirgli un significato.

Durante la seduta il vostro bambino potrà mettere in scena, attraverso il gioco, i suoi pensieri e le sue paure, ma anche i suoi desideri e i suoi bisogni. Sceglierà di disegnarli o di raccontarli. Insieme daremo un nome e un significato a quello che accade dentro di lui.

Lavoreremo il tempo necessario affinché il bambino acquisisca gli strumenti per stare bene con le sue emozioni senza il bisogno di “agirle”.

 

Prova a fare qualcosa di nuovo

Scegliere una psicologa esperta nel lavoro con i bambini è la strada migliore da percorrere.

Attraverso il gioco il vostro bambino avrà la possibilità di trasformare la sua sofferenza in qualcosa di nuovo, più contenibile, sia per lui che per gli adulti che gli stanno accanto.

Ci sarà uno spazio dedicato anche a Voi. Vi accompagnerò a comprendere cosa potrebbe preoccupare il vostro bambino, come arginare la sua angoscia, come direzionare su di lui uno “sguardo” nuovo e come contenere le sue emozioni più difficili senza esserne travolti.

Immagina ora qualcosa di diverso...

Immaginate che il vostro bambino torni a sentirsi capace, ad esplorare l’ambiente intorno a lui con la sicurezza interna che i suoi genitori saranno lì ad aspettarlo.

Immaginate che il vostro bambino ami la sua sorellina o il suo fratellino con la consapevolezza che nella mente della mamma e del papà ci sarà sempre spazio per entrambi.

Immaginate che torni a dormire sereno nel suo letto, ad andare a scuola con piacere e curiosità e ad essere gioioso.

E' tempo di agire.

Non aspettate oltre

E’ importante aiutare il vostro bambino il prima possibile: un segnale di fatica può passare, ma se non gli viene dato il giusto significato, questo prima o poi ritornerà.